Martedì 22 giugno in edicola allegata allo storico periodico settimanale GRAZIA la prima uscita...
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Questo ondulato territorio, digradante verso l'Adriatico ed il golfo di Taranto, conosciuto come le Murge meridionali, è punteggiato, per non dire caratterizzato, dalle tipiche bianche costruzioni denominate "Trulli". Esternamente a pianta circolare, ma quadrati all'interno, sono costruiti con solidi muri di conci a secco con copertura conica ottenuta con la sovrapposizioni di anelli concentrici di pietre, chiuse da un monolite decorativo. Dipinti di bianco venivano costruiti utilizzando le pietre irregolari di cui bisognava liberare i campi per favorire l'agricoltura. La costruzione a secco era voluta in quanto l'edificio non avrebbe dovuto essere considerato una vera e propria casa perché, in quel caso, sarebbe stata soggetta alle forti tassazioni dei feudatari locali. Esso poteva quindi, in caso di necessità, essere "smontato" facilmente e ricostruito al momento opportuno. Originariamente ad un solo vano furono, nel tempo, riuniti a gruppi per meglio rispondere alle diverse necessità delle famiglie e, ancor oggi, con il loro candore punteggiano gli oliveti ed i vigneti che caratterizzano questo bellissimo entroterra. Una visita per conoscere questo particolare aspetto per chi venga in Puglia è sicuramente d'obbligo. Il nostro itinerario inizia da Alberobello, la capitale dei trulli, per il suo interesse architettonico dichiarata dall'UNESCO "patrimonio mondiale dell'umanità". Si dice che la località sia stata fondata in "silva arboris belli (foresta di querce)" nel quattrocento dai Conti di Conversano ma con poca fortuna. Solo nel seicento grazie agli insolventi, inquisiti e malfattori e comunque da abitanti fuggiti dai paesi vicini la località comincia a svilupparsi grazie al Conte Gian Girolamo II Acquaviva che vi costruì una villa, un forno, un mulino ed una taverna. Ma gli abitanti, ceffi sui quali non si poteva riporre alcuna fiducia, potevano costruire solo abitazioni con muri a secco, di facile demolizione, giuridicamente precaria, soggetta agli umori del feudatario: nascono così i trulli. Solo nel 1797 si poté iniziare ad usare la malta. In quell'anno Ferdinando IV la proclamò città regia e quindi decaddero i balzelli feudali che ne avevano condizionato la vita. Ad Alberobello i quartieri monumentali di Monti ed Aia Piccola sono interamente composti da queste singolari costruzioni e se ne possono contare più di mille. Per saperne di più è opportuna una visita al Museo del Territorio, ubicato in un gruppo di trulli settecenteschi comunicanti fra loro e perfettamente restaurati. Potremo così conoscere sia l'evoluzione di queste costruzioni sia la loro modalità di edificazione e le modifiche intervenute nel tempo fino a giungere ad un trullo a due piani come il "trullo sovrano", alto 15 metri. Il nostro viaggio ci porta , dopo 9 km., a Locorotondo , sulla sommità di un poggio, dalla particolare pianta circolare. Dalla Villa Comunale si gode uno dei più bei panorami sulla Valle d'Itria mentre una sosta meritano sia la neoclassica Chiesa di San Giorgio che la gotica chiesa di Santa Maria della Greca edificata dal Principe di Taranto Pirro Del Balzo. Sempre attraversando un territorio popolato di trulli, con i bianchi muretti a secco che dividono le proprietà, il nostro viaggio ci porta a Cisternino, dalle bianche case a terrazzo, da cui si gode un altro affascinante panorama sulla Valle d'Itria verso Martina Franca. Antico insediamento romano conserva, nella chiesa di San Nicola, di origine romanica, una bella scultura raffigurante la "Madonna del cardellino", opera di Stefano da Putignano del 1517. Altri 24 km. ci conducono alla bianca Ostuni, di origine messapica , edificata su tre colli, di cui uno conserva l'aspetto medioevale originario, e parzialmente ancora circondata dalle mura aragonesi dai caratteristici torrioni circolari ma con caratteristiche edificatorie arabeggianti. Da visitare la bellissima cattedrale, dedicata Santa Maria Assunta (sec. XV), in forme tardo gotiche con interno a croce latina e tre navate, una delle più ammirate della regione. Molto interessante il Museo delle Civiltà preclassichedella Murgia meridionale . Nelle vicinanze il Santuario di Sant’Oronzo (sec. XVII) in onore del quale, in agosto, si svolge la caratteristica "cavalcata". La tradizione vuole che il Santo qui si rifugiasse per sfuggire alla persecuzione di Nerone: Bellissima la cripta basiliana adorna di affreschi. Per rilassarci possiamo terminare il nostro andare alla Marina di Ostuni con la sua frastagliatissima costa adorna di spiaggette sabbiose. Abbiamo attraversato un territorio caratterizzato dalle celebri "masserie", un tempo centri fortificati di grandi tenute agricole ed oggi trasformate in alberghi e ristoranti ove avremo potuto gustare la più classica , semplice e saporita cucina della valle: purè di fave, selvaggina, gnocchetti con fonduta di pecorino, carni d'agnello e fresco pescato in tutte le maniere. Ma questa è anche la zona ideale per gustare le classiche "orecchiette" di semola di grano duro, servite al pomodoro, alla ricotta forte, alle cime di rapa o alle fave. Straordinari gli oli extravergini e veramente indimenticabili i vini. Ma ogni ristorante , masseria, piccola trattoria, salumeria, negozio ci offrirà la possibilità di acquistare, oltre ad oli e vini, eccellenti conserve e marmellate, dolci secchi deliziosi, sfiziosità inattese. Un altro tipo di scoperta che un visitatore appena avvertito non può lasciarsi sfuggire per portare a casa il sapore ed il profumo di una terra che resterà negli occhi e nel nostro cuore.